Eppure se pensava a lui qualche lacrima di confusione sfuggiva. Pensando a se’ non vedeva futuro, ne’ professionale, ne’ amoroso. E lui … era lì nel mezzo a confondere e mischiare le carte. Si chiedeva se la considerasse poco meno di una puttana o se tutto questo trambusto sessuale servisse per mistificare e confondere la realtà, che era quello di una vera passione potentissima che li legava davvero… Quanto la desiderava veramente? E lei? Lei lo sapeva bene di desiderarlo tantissimo e più di quello che credesse ora che lo aveva toccato e assaggiato. Avrebbe voluto continuare a farlo, baciralo, toccarlo, leccarlo, morderlo, stringerlo. Avrebbe voluto fare l’amore con lui. avrebbe voluto fare tutto. Ma lui? Lui che diceva: “Restiamo qui, lasciamo che sia impersonale!” e poi la mordeva sulle natiche, inginocchiandosi dietro di lei. Davvero voleva che fosse solo sesso impersonale? O sarebbe solo stato più facile? Probabilmente sarebbe stato più facile quindi voleva che fosse stato così! Perchè di complicarsi la vita nessuno ne aveva voglia, ne’ lui ne’ lei. Quando lui le disse che gli spiaceva che l’altra volta “non aveva ricevuto niente in cambio” lei ne fu galvanizzata, quasi onorata del pensiero. Però poi aveva paura che pareggiati i conti i giochi si sarebbero definitivamente chiusi. Però è altrattanto vero che se due volte su tre che si incrociarono e si amorono era stato lui a fare il primo passo verso di lei … Il tempo alla fine avrebbe sicuramente sistemato le cose, non c’era verso. Come sempre le lancette come delle piccole scope rassettano per terra, puliscono i residui e rimettono tutto in ordine. Se il tempo li avrebbe allontanati o ravvicinati, chi può dirlo? Solo il tempo! La sensazione è però quella che si sarebbero avvicinati e riavvicinati più e più volte fino a esplodere.